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Text[575]=["ART. 575 BOKKEN","<li>Lunghezza complessiva: cm. 102</li> <li>Lunghezza della lama: cm. 76</li> <li>Lunghezza dell'impugnatura: cm. 26</li>"];
Text[591]=["ART. 591 VENTAGLIO CINESE","<li>Lunghezza delle astine mm. 335</li> <li>Spessore delle astine mm. 1,5</li> <li>Larghezza delle astine laterali mm. 14/23</li> <li>Materiale astine: acciaio inox</li> <li>Materiale corpo: tessuto satinato lucido con stampa serigrafata</li>"];
Text[17]=["BOKKEN","La bokken (bo = legno ken = spada) è parte integrante della cultura, della tradizione e della storia del Giappone. Fu grazie al diffondersi delle scuole e degli stili di combattimento del kenjitsu ryu che la bokken assunse un ruolo di grande importanza. La storia della bokken fu profondamente influenzata dalle leggi dello Shogunato. I rappresentanti delle varie scuole di Kenjitsu verificavano l’efficacia delle loro tecniche in Shinken Shobu (duelli con le spade vere). la bokken fu la sostituta naturale del ken nei duelli. Sebbene non tagliasse comunque provocava gravi danni e in alcuni casi anche la morte. Infatti, divenne un arma talmente efficace che alcuni samurai la preferivano addirittura alla spada vera. Il famoso Myamoto Musahi vinse più di 60 duelli, molti dei quali usando una bokken contro armi reali. Nei duelli tra scuole fu usata la shinai (spada formate da strisce di bambù tenute insieme da stringhe di cuoio) che consentiva un certo margine di incolumità. La prima shinai fu creata da Hikida Bungoro, seguace dello Shinkage, che nel periodo Edo (1600-1815) riprese e migliorò il fukuro (spada inventata dal M° Kamiizumi Hidestsuma formata da aste di bambù inserite in un involucro di cuoio). Successivamente la shinai fu accoppiata a delle protezioni; ciò avrebbe aperto la strada al Kendo. Nonostante sia uno strumento ideale per la pratica sportiva la shinai non dà la piena sensazione d'una spada vera, per cui i kata di Kendo sono eseguiti con la bokken. Quello che in genere s'acquista è un bokken commerciale, utilizzata per grande maggioranza dagli allievi dell'Aikido, Kendo e Kenjitsu. La F.I.S.M.M. acquista da anni, con piena soddisfazione, il nostro prodotto per utilizzarlo nell'arte della spada. Fare una buona bokken è cosa molto difficile. Conoscenza della tecnica, utilizzo di un ottimo legno, una buona levigatura e tanta concentrazione da rasentare la spiritualità sono condizioni indispensabili per la costruzione d'una bokken degna di questo nome."];
Text[18]=["ART. 576 BOKKEN CORTA","<li>Lunghezza complessiva: cm. 100</li> <li>Lunghezza della lama: cm. 100</li> <li>Lunghezza dell'impugnatura: cm. 100</li> <li>Peso complessivo: gr. 100</li> <li>Materiale: Ciliegio rosso</li>"];
Text[19]=["ART. 577 BOKKEN NERI","<li>Lunghezza complessiva: cm. 100</li> <li>Lunghezza della lama: cm. 100</li> <li>Lunghezza dell'impugnatura: cm. 100</li> <li>Peso complessivo: gr. 100</li> <li>Materiale: Ciliegio rosso</li>"];
Text[520]=["Art. 520 NUNCHAKU CHINA","<li>Lunghezza complessiva: cm. 30,5</li>"];
Text[521]=["Art. 521 NUNCHAKU CHINA","<li>Lunghezza complessiva: cm. 30,5</li>"];
Text[522]=["Art. 522 NUNCHAKU CHINA","<li>Lunghezza complessiva: cm. 30,5</li>"];
Text[523]=["Art. 523 NUNCHAKU CHINA TELESCOPICO","<li>Lunghezza complessiva: cm. 30</li>"];
Text[524]=["Art. 524 NUNCHAKU CHINA IN GOMMA","<li>Lunghezza complessiva: cm. 30,5</li>"];
Text[525]=["Art. 525 NUNCHAKU IN LEGNO","<li>Lunghezza complessiva: cm. 30,5</li>"];
Text[526]=["Art. 526 NUNCHAKU IN GOMMA","<li>Lunghezza complessiva: cm. 30,5</li>"];
Text[527]=["Art. 527 NUNCHAKU IN LEGNO","<li>Lunghezza complessiva: cm. 30,5</li>"];
Text[576]=["Art. 576 BOKKEN CORTI","<li>Lunghezza complessiva: cm. 56</li> <li>Lunghezza della lama: cm. 42</li> <li>Lunghezza dell'impugnatura: cm. 14</li>"];
Text[577]=["Art. 577 BOKKEN NERI","<li>Lunghezza complessiva: cm. 56</li> <li>Lunghezza della lama: cm. 42</li> <li>Lunghezza dell'impugnatura: cm. 14</li>"];
Text[610]=["Art. 610 KATANA IAITO JIDAI KOSHIRAE","<li>Lunghezza complessiva: cm. 102</li> <li>Lunghezza della lama: cm. 76</li> <li>Lunghezza dell'impugnatura: cm. 26</li> <li>Peso: g 860</li>"];
Text[611]=["Art. 611 KATANA IAITO JIDAI REN TASSHA KOSHIRAE","<li>Lunghezza complessiva: cm. 102</li> <li>Lunghezza della lama: cm. 76</li> <li>Lunghezza dell'impugnatura: cm. 26</li> <li>Peso: g 920</li>"];
Text[612]=["Art. 612 KATANA IAITO","<li>Lunghezza complessiva: cm. 102</li> <li>Lunghezza della lama: cm. 76</li> <li>Lunghezza dell'impugnatura: cm. 26</li> <li>Peso: g 970</li>"];
Text[613]=["Art. 613 KATANA","<li>Lunghezza complessiva: cm. 102</li> <li>Lunghezza della lama: cm. 76</li> <li>Lunghezza dell'impugnatura: cm. 26</li>"];
Text[614]=["Art. 614 SPADA THAI CHI MAESTRO","<li>Lunghezza complessiva: cm. 96</li> <li>Lunghezza della lama: cm. 76</li> <li>Lunghezza dell'impugnatura: cm. 20</li>"];
Text[615]=["Art. 615 SPADA THAI CHI PAKWA","<li>Lunghezza complessiva: cm. 96</li> <li>Lunghezza della lama: cm. 76</li> <li>Lunghezza dell'impugnatura: cm. 20</li>"];
Text[0615]=["Art. 615/EXTRA SPADA THAI CHI","<li>Lunghezza complessiva: cm. 96</li> <li>Lunghezza della lama: cm. 76</li> <li>Lunghezza dell'impugnatura: cm. 20</li>"];
Text[620]=["Art. 620 SCIABOLA KUNG FU","<li>Lunghezza complessiva: cm. 96</li> <li>Lunghezza della lama: cm. 76</li> <li>Lunghezza dell'impugnatura: cm. 20</li>"];
Text[621]=["Redazione Culturale JK Sports on line informa:","LA SPADA GIAPPONESE<BR>Storia, tecnologia e cultura<BR><BR>Se desideri maggiori informazioni, clicca qui: <A href='../../Cultura/Spada_Giapponese.htm'>leggi l'articolo</A>."];
Text[596]=["SAI o JUTTA","Conosciuto nella dottrina del bujutsu come Jitte, Jittei o jutta. Solitamente quest'arma consisteva in una verga di ferro o d'acciaio, con una lunga impugnatura e un caratteristico uncino che spunta dalla verga nel punto in cui s'incontra l'elsa. Alcuni autori marziali riferiscono che veniva portato appeso alla cintura o fusciacca, mentre altri affermano che lo si portava appeso al polso per mezzo di una cordicella legata ad un anello sull'elsa. Concordano invece sull'uso:arma, prevalentemente utilizzata per eseguire parate, usata dai funzionari della polizia giapponese nei tempifeudali. Alcune cronache riferiscono che ebbe origine nelle isole Ryukyu, dove era conosciuta col nome di «Sai». Il Jittejutsu, combattimento sofisticato, addestra ad abili parate contro attacchi di spada; inoltre ad efficaci colpi diretti contro ogni parte del corpo esposta. Raramente usata come arma da lancio, il jitte si dimostrò molto efficace al punto che, in Europa, fu integrata con la lama. Alcune guardie di spade, particolarmente elaborate (a titolo d'esempio: Claymore scozzese, Parrier tedesco, Parrier europeo), erano in realta veri e propri jitte."];
Text[1000]=["NUNCHAKU","Resa famosa dai film di Bruce Lee. È un arma di provenienza cinese, anche se varianti di questo attrezzo si possono trovare in tutte le culture contadine, comprese quelle centro-europee. Connessa funzionalmente alla coltivazione, alla macinazione e alla pulitura del riso. Il Nunchaku è stato nuovamente reso popolare dalle scuole moderne di arti marziali giapponesi (soprattutto quelle di Karate). Quest'arma è costituita da due blocchi di legno (è possibile trovare varianti di questo materiale) uniti da cinghie di pelle, trecce di crine di cavallo, corda di peli di bufalo o catene. Le sue rotazioni paiono disturbare la concentrazione mentale dell'avversario; i suoi pezzi di legno servono per colpire e stordire, mentre le corde flessibili possono essere impiegate per trascinare a terra e strangolare l'avversario, oppure con Nunchaku muniti di catena per intercettare fendenti offensivi praticati con armi bianche. Quest'arma non ebbe mai popolarità presso i buschi, probabilmente, a causa della sua estrazione contadina. Il Nunchaku è un arma funambolica che richiede un'assidua pratica per padroneggiare i volteggi e le prese. Durante l'allenamento solitamente vengono scelti materiali morbidi per ricoprire o sostituire i due blocchi di legno; questa metodica permette d'avere la «sensazione» del colpo inferto e nello stesso momento di non ledere il compagno d'allenamento. Del Nunchaku esiste anche una versione a 3 sezioni chiamata «Sansetsukon» che ne rappresenta un'evoluzione marziale cinese, quindi non di uso contadino. Tuttavia la stessa arma, riportando il pensiero di alcuni marzialisti di Kung Fu tradizionale. ha come nome «Sam Jit Kang», il quale, tradotto dal cinese cantonese, significa «Bastone a tre sezioni»."];
Text[1001]=["TONFA","Arma particolare usata dai contadini combattenti del Giappone feudale, connessa funzionalmente sia per piantare le patate sia alla coltivazione, alla macinazione e alla pulitura del riso. Il Tonfa è stato nuovamente reso popolare dalle scuole moderne di arti marziali giapponesi (soprattutto quelle di Karate); è tra le armi del kobudo, quella che più si avvicina al Karate. È possibile infatti replicare parate e colpi di pugno esattamente come nell'arte marziale di Okinawa. Quest'arma è costituita da un pezzo di legno rettangolare, con un manico fissato a un lato, presso uno delle estremità. Fatto roteare fulmineamente, questo attrezzo apparentemente innocuo può essere impiegato per parare o deviare un colpo, per poi restituirlo in ampio movimento. Quest'arma non ebbe mai popolarità presso i buschi, probabilmente, a causa della sua estrazione contadina."];
Text[1002]=["TESSEN","Il «Tessen» ventaglio da guerra dei samurai ha funzioni sia di scudo e sia d'arma corta per la brevissima distanza. Infatti il ventaglio da chiuso può essere utilizzato con le stesse metodiche dell'Escrima o Olisi; contrariamente aperto viene adoperato per tagliare con tecniche a lambire o, all'occasione, per parare dardi e ostacolare lame. Quando veniva portato  dal buschi esso prendeva il nome di «Gunsen» mentre portato con l'abbigliamento di tutti i giorni veniva chiamato «Tetsu sen» o «Tessen». Essi venivano ideati, collaudati e migliorati continuamente, seguendo per lo più un programma di addestramento simile a quello della scherma. Il Tessen era largamente utilizzato dalle donne samurai. Esso assumeva anche il nome di «Aikuchi» che tradotto vuol dire «lama nascosta» e si prestava ad ingannare un incauto avversario. Le donne Ronin tendevano a mescolarsi con la criminalità per dare meno nell'occhio e acquisire così informazioni. Esse rivestivano di volta in volta il ruolo di cortigiana, prostituta e persino biscazziere. La donna samurai aveva comunemente il «Tessen» (piccola spada) nascosta tra le pieghe del kimono ma, nel caso avesse dovuto spogliarsi, avrebbe potuto destreggiarsi in un eventuale combattimento col Tessen. Moltissime, e avvicenti, le leggende legate al tessenjutsu."];
Text[1003]=["CATENA","La catena (Kusari), fatta di ferro e di acciaio, aveva fatto la sua comparsa nella dimensione del Bujutsu con la costruzione della prima armatura giapponese. Il suo impiego in combattimento, da sola (ad esempio per parare e strappare) sia in combinazione con altre armi, pare fosse molto antico. Sembra, infatti, che fosse stata il legame tra pesi di varie grandezze e pali di varie lunghezze come il Nagegama (un giavellotto con una breve lama a forma di falce, fissato ad angolo retto ad una estremità, mentre all'altra era attaccata una lunga catena). La catena veniva usata anche in combinazione con falci e picconi (Kama) di varie lunghezze. Di solito quest'arma consisteva di un manico di ferro, spesso con uno scudo protettivo per la mano, ed una falce fissata ad angolo retto e dalla cui parte posteriore pendeva una catena: a questa era comunemente attaccato un peso. Le armi di questo tipo vennero chiamate Kusari Gama, e il loro scopo primario consisteva nel paralizzare con la catena roteante la spada o la lancia dell'avversario, mentre la falce restava libera di compiere le sue azioni mortali. La catena, infine, veniva impiegata spesso come arma primaria da combattimento. Secondo la tradizione, un metodo particolare venne ideato da un famoso spadaccino dell'era feudale, Masaki Toshimitsu Dannoshin, che aggiunse due pesi (uno per ogni estremità) ad una catena lunga 60 cm, e inventò una serie di abili modi per disarmare e sconfiggere un avversario armato. Egli chiamò la sua arma «Manriki gusari» (Manriki significa:forza di 10.000 e Gusari:catena) perchè riteneva che contenesse la potenza e l'ingegnosità di altrettanti guerrieri. La sua scuola, la Ryu Masaki, divenne famosa per l'abilità con cui gli allievi sapevano battersi simultaneamente contro molti avversari armati, con i pesi delle catene che vorticavano minacciosamente, mentre essi guizzavano tra i nemici stordendoli, imbrigliandoli e incatenandoli. "];
Text[1004]=["KAMA","I Kama, falcetti che nella foggia ricordano un'arma in uso tra i samurai, il «Gusarigama». A differenza di questa però i Kama venivano generalmente adoperati in coppia e non hanno catene o pesi all'estremità. A causa della lama affilata (il possesso di un simile attrezzo era giustificato dal suo uso per falciare il grano) il Kama è sicuramente una delle armi più pericolose e difficili da maneggiare. I colpi sono generalmente sferrati per linee circolari ma sono previste anche stoccate di punta, circostanza in cui il Kama viene usato come uno scalpello. La falce (Kama) era già di per se stessa un'arma efficiente da combattimento, che i contadini, in particolare, impiegavano estensivamente in una grande varietà di forme: le variazioni riguardavano generalmente la lunghezza del manico. Il Kama-Yari, per esempio, era un semplice manico con una lama fissa ad angolo retto, che poteva venire ripiegata nell'intercapedine del manico, ed un anello metallico scorrevole che serviva per fissarla saldamente nella posizione aperta o chiusa. Esiste una versione più grande del Kama-Yari, chiamato Ô-Kama-Yari."];
Text[1005]=["SHURIKEN","Assortimento di piccole lame «Shuriken» che comprendeva pugnali, dardi, dischi a stella e così via, erano inclusi nell'arsenale di un Ninja. Gli Shuriken o «Aghi» erano solitamente tenuti in una fascia che conteneva fino a 5 proiettili mortali, e potevano venire lanciati in rapida successione da ogni posizione, con ogni luce, e da varie distanze. Sembra che i modi di lanciare gli Shuriken fossero raggruppati insieme raggiungendo la dignità, di una vera e propria arte (Shurikenjutsu). Si sa che anche molti membri della classe dei guerrieri ne studiavano le tecniche per imparare ad usare le spade corte (Wakizashi), pugnali (Tantô) e coltelli (come il Ko-Gatana e il Kozuka) con maggiore precisione ed efficacia a lunga distanza. Lo Shuriken poteva anche avere la forma di un disco stellato, con molte punte aguzze che si irradiavano da un centro solido. Chiamate talvolta «Shaken», queste stelle appuntite venivano solitamente scagliate con un movimento sferzante del polso, che le faceva volare roteando verso il loro obbiettivo, spesso ciò avveniva senza che la vittima se ne accorgesse."];
Text[1006]=["LANCIA","Nell'antica mitologia, il Giappone era conosciuto come «il paese dalle mille alabarde» (Nakamura, 490), e molto raramente una raffigurazione dell'antico bushi trascurava di mostrarlo con lancia in pugno. La Hoko (alabarda) fu la più antica forma documentata di lancia evolutasi da modelli continentali e in Giappone abbondavano le scuole di bujutsu specializzate nell'uso di questo tipo d'arma. Per modello e struttura la vera lancia giapponese (generalmente conosciuta come Yari) era simile a tutte le lame nipponiche per l'alta qualità della tempra. Le aste (Nakae) erano di tutti i pesi e di tutte le lunghezze immaginabili. Solitamente rinforzate con strisce o cerchi di metallo (Sujigane), nei punti che venivano a trovarsi sotto pressione quando si faceva leva con l'arma o si parava un colpo. Allineate nella rastrelliera (Jari-kake) offrono un eccezionale colpo d'occhio. Le punte delle lance si possono dividere in tre gruppi principali:punte diritte, punte ricurve e punte variformi. La punta diritta (la più comune) era a doppio taglio, quasi una versione ridotta dell'arcaica spada giapponese (Ken). La donna giapponese riceveva un severo addestramento, sia fisico sia spirituale, nel quale prediligeva l'uso della Naginata (lunga spada). In origine quest'arma era impiegata solo dai monaci guerrieri, ma a partire dall'XI secolo, quando i clan dei Minamoto e dei Tara incominciarono la loro lunga lotta, la Naginata trovò grande favore tra i militari, che ne apprezzavano la possibilità di venire usata tanto per gli affondi quanto per i fendenti."];
Text[1007]=["BASTONE","Antica quanto l'arte dell'arco, e forse ancora di più, era l'arte del bastone (Bojutsu). Quest'arma che per dimensioni e forma variava, è vecchia quasi quanto l'umanità. Vi sono numerosi indizi che il bushi giapponese la conoscesse bene e che vi si esercitasse assiduamente. Poichè erano meno pericolosi nelle esercitazioni delle lame (spade, lance o pugnali), il bastone e le varie armi lignee venivano usate spesso nelle sale d'addestramento delle scuole di bujutsu in cui s'insegnavano le tecniche di combattimento con la spada e con la lancia. Sacerdoti, monaci, viaggiatori e la gente comune usavano il bastone e altri strumenti in legno a scopo difensivo."];
Text[1008]=["Art. 613/C WAKAZASHI","<li>Lunghezza della lama: cm. 42</li> <li>Lunghezza dell'impugnatura: cm. 20</li>"];
Text[1009]=["Katagakana","Gli ideogrammi cinesi, con i geroglifici egiziani e i caratteri cuneiformi sumeri, sono una delle tre forme di scrittura del mondo antico. Quella cinese arrivò in Giappone tra il IV ed il VI secolo e subì vari adattamenti. I caratteri non combaciavano perfettamente con la lingua parlata giapponese, per cui agli originari segni cinesi (gli hanzi) ne furono aggiunti altri. Non solo: accanto all'adozione degli hanzi (kanji in giapponese) continuarono a svilupparsi due sillabari fonetici, l'hiragana ed il katakana. Sono in pratica due alfabeti di 46 sillabe. Il primo è usato per le parole giapponesi e per le parti funzionali della lingua (preposizioni, particelle, congiunzione, eccetera), il secondo per quelle importate. Quindi, mentre ad ogni hanzi cinese corrisponde un solo suono, la pronuncia dei kanji giapponesi dipende dal rapporto co i segni vicini. Per questo, il sistema di scrittura giapponese è detto ideografico-fonetico."];
Text[34]=["LISTINO JK SPORTS","Cliccate direttamente sul bottone «LISTINO» per conoscere le modalità di richiesta. Se non riuscite a visualizzare il documento, richiedete le informazioni direttamente alla JK Sports:<BR><BR><li>Telefonicamente allo 0289305010<li>Tramite fax allo 02/89304991;<li>Tramite e-mail all'indirizzo a: <A href='mailto:jksportssrl@infinito.it '>Sede JK Sports</A>;<BR><BR>Oppure, visitate il sito <A href='http://www.adobe.it/products/acrobat/readstep2.html'>Adobe Acrobat</A> per effettuare l'aggiornamento gratuito per la lettura dei documenti con estensione .pdf"];


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