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[...] In giapponese il maestro si chiama sen - sei  e l’allievo sei - to.  è curioso che l’ideogramma che conclude il termine maestro sia l’ideogramma che inizia la parola allievo…

 

 

IL DRAGO NELLA TIGRE

nelle librerie, dal mese di marzo 2007

    

           

Nelle librerie, dal mese di marzo 2007 sarà possibile trovare l’opera " Il Drago nella Tigre" un testo di filosofia orientale in parte autobiografico che verrà pubblicato dalla casa editrice “Mulino Don Chisciotte” a firma del Maestro Francesco Maffolini. La Redazione culturale della JK Sports è stata contattata dall'autore ed in comunione s'è stabilito, ad ogni buon fine, di mettere a vostra disposizione alcuni passi del testo* con premessa curata dalla casa editrice Il Mulino Don Chisciotte.

* liberamente tratti a cura della Redazione JK Sports

 Copyright © Francesco Maffolini. Tutti i diritti riservati 

ella mitologia orientale il drago è considerato un essere positivo e di grande saggezza, tanto che il trono dell'imperatore cinese era detto il Trono del Drago, e la sua faccia il Volto del Drago. Esso metaforicamente rappresenta le forze interne, la saggezza , lo spirito, l’anima e il cuore.
La tigre, il cui nome deriva dall'iraniano thigra che significa tagliente, aguzzo, è molto rappresentata in Asia. La sua vitalità e l'energia prorompente la rendono un animale che rappresenta appieno le forze esterne, la fisicità e l’azione. E’ un animale cacciatore e in molti paesi asiatici è perciò simbolo della casta guerriera. Nel karate essa è simbolo dello stile shotokan, lo stile più praticato al mondo. Nella geomanzia, come nell'alchimia cinese, essa rappresenta un principio attivo energetico che si oppone al drago. A Okinawa, isola a sud del Giappone, terra madre del karate, si dice che persino i demoni temano le tigri per cui, spesso, in passato, sulle tombe, come pure sui montanti delle porte, venivano poste sculture in pietra che la raffiguravano.

Nato nel 1974 nella città di Lovere, sita nella lombarda provincia di Bergamo, grazie allo studio e alla ricerca continua dei lati filosofici e sociologici del karate, condensando le nuove metodologie scientifiche relative al karate e mettendo in pratica scelte strategiche tratte dall’Arte della Guerra di sun-tsu che si dimostreranno particolarmente vincenti.
Insegnante Tecnico FIJLKAM CONI e Maestro CSEN è il fondatore e ideatore del sodalizio A.S.D. Master Rapid CBL e grande interprete dell’advance shotokan metodo inventato dal Maestro Sejed Jamalladin Nekoofar 8° Dan WKF con il quale a rapporti stretti dal 1996. Questa collaborazione ha permesso di ottenere dei rilevanti riscontri agonistici con atleti che hanno avuto l’onore di indossare la medaglia d’oro presso il Centro Olimpico di Ostia Lido raggiungendo ottimi traguardi sportivi.

 


Maffolini diaciannovenneCintura nera 1° Dan a 14 anni, 2° Dan a 16, 3° Dan a 19 e 4° FIJLKAM all'età di 27 anni, con i requisiti minimi d'età. A Dicembre 2005 lo CSEN Nazionale ha attribuito il Grado di Cintura Nera 5° Dan, nonostante i soli 31 anni d’età. Maffolini è sicuramente uno dei più promettenti tecnici a livello nazionale. Specializzato nell'insegnamento giovanile prescolastico, coordina con grande attenzione sia l'attività amatoriale che quella agonistica. Dapprima eccellente agonista di entrambi le specialità; dal 1993 si dedica all'insegnamento del karate con un modo nuovo e innovativo che ha destato ampio successo.

Il suo passato nell'Arma dei Carabinieri che gli ha permesso di approfondire la sfera della Difesa Personale sia dal punto di vista tecnico pratico che a livello di nozioni giuridiche. Operatore di Sicurezza, ha praticato tale attività naturalmente dopo aver conseguito il diploma specifico con la società Bodyguard Brescia S.A.S.

Tra i vari premi vinti, ricordiamo che nel 2003 gli è stato consegnato il Trofeo Samurai d'argento un riconoscimento molto prestigioso attribuitogli per meriti agonistici e promozionali .

Sensibile all'innovazione metodologica, ma con la porta sempre aperta ai valori tradizionali più profondi, alla fine del 2004 il tecnico è stato protagonista di un'importante stage d'aggiornamento in Giappone, dapprima a Naha City, sull' Isola di Okinawa, dove ha potuto approfondire gli aspetti tradizionali dell'allenamento indigeno con il Maestro Meitatsu Yagi hanshi 10th Dan; poi a Tokyo, dove ha assistito a diversi allenamenti del Maestro Yamaghuchi Goshi hanshi 9th Dan il maggiore rappresentante mondiale della Gojukai.

Sempre a Tokyo Maffolini ha praticato naturalmente lo stile shotokan nel dojo (palestra) del Maestro Taniyama (sensei 6° dan della Japan Karate Association). La parentesi nipponica ha aperto importantissimi canali turistico culturali con la terra madre del karate e fortificato l'interesse del tecnico per le origini e la tradizione del Do (la via). Da Aprile 2005 è il nuovo Responsabile Nazionale CSEN dell'Attività Didattica Giovanile. Da Gennaio 2007 è il nuovo responsabile del (Kata) CTE FIJLKAM prov. Brescia.
Amante di tutte le sfaccettature del karate segue con lo stesso impegno la specialità della forma e del combattimento, l’attività amatoriale e quella agonistica, la difesa personale e lo studio di testi di filosofia orientale.
Amante della lettura e della poesia sin da bambino nel 2005 porta a compimento due opere relative al Karate : Le Avventure di Rapidino: un rivoluzionario manuale a fumetti sull’attività giovanile relativa al karate e la più impegnativa opera Il Drago nella Tigre: un testo intriso di filosofia orientale che spiega il particolare modo di vedere il karate da parte di questo maestro di successo. Entrambi le opere verranno pubblicate a Marzo del 2007 dalla casa editrice Il Mulino Don Chisciotte.


Di seguito riportiamo alcuni passaggi dell’opera "Il Drago della Tigre" gentilmente concessi dall’autore in anteprima…

racconto momenti che ho vissuto, storie che ho udito, pensieri che hanno affollato la mia mente mentre percorrevo il sentiero del “DO” (la via), spunti di filosofia orientale che hanno colmato la mia sete di sapere e che hanno saziato la mia voglia di introspezione.
 

(…) …se accade nella vita che per un attimo vi sentiate smarriti e vogliosi di risposte, la ricerca e lo studio del karate vi può aprire per sempre la strada della felicità, percorso illuminato di ricerca spirituale e filosofica, emozionante viaggio di miglioria continua nel quale i lati oscuri e le debolezze sono importanti quanto i nostri pilastri di forza e le nostre certezze.
Chi ci può aiutare nei momenti di difficoltà?
- Forse… solo noi stessi!
Quale consiglio dobbiamo ascoltare affinché si possa fare la cosa “giusta”?
- Forse… il solo consiglio del cuore!
Un testamento spirituale raccontato da un giovane che cavalca un sogno, che ha conosciuto la chiave del grande successo immediato… che ama più di se stesso il karate e che si circonda solo di bellezza e felicità.
 

(…) …e così negli anni successivi ho attraversato molti luoghi, entrando in miriadi di Palestre e Palazzetti, incontrando innumerevoli Maestri e allievi attraversando il mondo per arrivare a studiare il karate nelle regioni di origine di questa affascinante disciplina. In questo momento, poco più che trentenne sono il Direttore Tecnico di un sodalizio che vanta il maggior numero di iscritti in Italia, ho appena ricevuto il grado di 5° Dan ed il prestigioso incarico di Responsabile Nazionale dell’Attività Giovanile (csen), la mia società sportiva da tre anni domina il Campionato Nazionale di Karate (csen) e lo Staff Tecnico che dirigo è formato da tecnici altamente qualificati.


(…) Non avrei mai pensato che capitasse proprio a me, invece, un pomeriggio di Maggio mi ritrovai in compagnia di quel desiderio profondo di scrivere che mi aveva costretto da bambino a dedicarmi alla poesia e iniziai a fare un percorso a ritroso sulla mia vita, un’avventura meravigliosa che stavo scarabocchiando su un foglio di carta sciupato…
Iniziava ad ardere nel mio cuore il famoso “sacro fuoco”, con la voglia incontenibile di lasciare agli altri e, soprattutto, ai miei allievi la testimonianza di chi crede fermamente nelle proprie capacità e non si pone nessun limite. Convinto altresì che, un bel giorno in vecchiaia, avrei riletto quel libro, così ardentemente voluto e, con sicura ironia, avrei fatto dei curiosi parallelismi con quello che pensavo all’inizio della mia carriera artistica. Probabilmente avrei letto delle parti con orgoglio e avrei commentato imbarazzato alcune riflessioni o punti di vista che forse, a quel punto, non avrei più condiviso.



Maestro Francesco Maffolinila Palestra mi accoglie, timido e introverso, guardo con diffidenza chi mi è accanto, la tigre è ancora bambina il drago forse è già grande ma ingenuo.
La polvere sotto i piedi nudi i passi incerti, il caldo del mio sudore ed il freddo del pavimento, il fruscio del primo kimono, naturalmente confezionato da mia madre… sono così magro. Adoro il mio maestro: lui è tanto paterno con me…

La prima gara è un’emozione  incredibile il Palazzetto dello Sport di Bergamo è gremito 50 forse 60 cinture bianche tutte della mia età si sfidano, alla fine eseguo tremante il mio Kata provato e riprovato all’inverosimile… L’orgoglio di non aver tradito le aspettative del mio maestro sostituisce le altre emozioni.

E’ la gara di Kumitè… è il massimo, mi esalta, la mia timidezza e le insicurezze dell’allenamento si trasformano in gara, l’adrenalina mi aiuta… è incredibile: il drago aiuta la tigre e mi muovo dando l’anima. I risultati di gara mi ripagano forse più del mio vero valore tecnico e di preparazione.

Entro in Palestra è il primo corso… i 15 bambini che si presentano sono in parte ex atleti del mio maestro, qualche bambino abita proprio vicino alla palestra. La mia formazione agonistica e il mia visione del karate duro e inflessibile mi porterà a commettere errori a dismisura. I bambini trattati in modo paramilitare resistono (i più forti) e trascinati e plagiati dalla mia figura decisa mi seguono senza obiettare. La tigre è al massimo del suo splendore il drago è molto immaturo, la forte autostima diventa a 19 anni solo esaltazione del proprio io. Comunque gli iscritti aumentano… la natura umana è proprio curiosa.

La riunione mi attende… i miei amici istruttori appaiono in qualche occasione nemici, il drago è confuso, il mio maestro mi vieta di recarmi in palestra da lui… è la fine dell’amore ! io non ho fatto nulla , il maestro è stato consigliato dalla vipera che l’ha prima tentato, adulato e poi calunniato. La mia fiducia nei suoi confronti è tradita ma l’affetto è troppo...
("…non bisogna giudicare gli uomini dalle loro compagnie, Giuda frequentava persone irreprensibili" E. Hemingway))

La leonessa indecisa è per me, il suo corpo è tonico e la sua pelle splende bella senza trucco, trasporta il mio sogno impossibile poi la mia delusione… passione dell’amore! Il suo drago è debole ed un leone e la iena la minacciano... Se ne andrà, cercandomi all’infinito e rimpiangendomi in eterno.

Frequento il più prestigioso rinomato dojo (palestra) di Milano. L’ambizione del giovane ha il sopravvento, chiedere un aiuto e riceverlo… non lo dimenticherò mai.

Un giorno lessi delle righe da un libro che dopo una decina di pagine, mi aveva già conquistato… Il mezzo non giustifica il fine… il fine non esiste, esiste solo il mezzo. E’ un passo del “Guerriero della luce” di Paulo Coelho. Identifico in queste parole del bravissimo autore il mio pensiero, il drago si rafforza e riconosco il significato del “do”, la mia via da seguire. Il karate è la preparazione all’evento, ovvero il modo con cui mi preparo agli esami della vita, non l’episodio in se, ma la tenacia e lo spirito con cui mi prodigo in allenamento e quotidianamente nel rapporto con gli altri. Il karate è educare la forza per acquisire pace ed armonia, il suo segreto è racchiuso in questo semplice pensiero: anche se l’uomo ha limitazioni fisiche la mente e lo spirito possono continuare ad evolversi e a migliorare in eterno. Non bisogna pensare solo di allenarsi per eseguire il gesto con maggior maestria, ma bisogna focalizzare la propria attenzione nello studio per raggiungere la perfezione caratteriale.

 

 

Maestro Francesco MaffoliniLa situazione attuale è quella di un giovane maestro che sogna e guarda al futuro con grande ottimismo: ha percorso una piccola parte della via… probabilmente, anzi certamente il tratti in discesa! Ora la Tigre deve attraversare la foresta per valicare la montagna e può farlo solo con le proprie forze spingendo il proprio Drago fino alla vetta, offrendo il massimo impegno possibile per non avere rimpianti in vecchiaia, consapevole che per diventare il “Maestro Giusto” dovrà essere un esempio per i propri allievi immolandosi per tutta la vita, cosciente altresì del fatto che tramite il suo operato può condizionare fortemente le loro scelte.In conclusione, mi considero un pioniere occidentale di questa nobile arte. Pieno di encomiabile entusiasmo parlo del mio personale modo di vedere il karate, sulla base dei molteplici spunti che sono riuscito a reperire da studi e da testi di filosofia orientale. A questo punto mi muovo con spirito curioso in un mondo nel quale, a parte miei stretti collaboratori, le persone che stimo (i “maestri giusti”) si contano, sciaguratamente, forse solo sulle dita di una mano.

(…) …nel Karateka illuminato, il movimento del pensiero deve essere rapido, ecco perché The Art of Rapid Movement, un pensiero leggero, pronto e veloce nei mutamenti per alleggerire il cammino sulla via. Assurdo fossilizzasi su errori del passato e tenere lo stesso comportamento se nella medesima situazione è già stato provato che quello non è l’atteggiamento più favorevole.
Il pensiero dl karateka, in definitiva, deve dimostrarsi intelligentemente mutevole, rapido nel cambiamento dell’acquisizione delle varianti della tecnica e, allo stesso modo, deve dimostrasi veloce nella trasformazione e nell’adattamento della rielaborazione delle risposte comportamentali.

Il Maestro di Karate è una figura che incuriosisce e desta da sempre molto interesse, forse perché in esso vi è celata una filosofia orientale che affascina l'uomo occidentale.
La genesi e lo sviluppo di un Maestro di Arti Marziali, secondo me, è regolata da meccanismi di difficile narrazione, così come la vocazione all'insegnamento, gli addestramenti e i concetti che conducono alla nascita di un "Sensei" (colui che è avanti). Potrei raccontare dei miei primi anni di vita, dell’adolescenza ed infine della maturità, ma la mia esposizione diverrebbe troppo romanzata e allora tralascio; tuttavia, occorre tener presente che ciò che si diviene è, senza alcuna eccezione, frutto della propria passione personale e di tanta fortuna "cercata". Per essere una guida, un "Maestro giusto", secondo me, bisogna riuscire a conoscere e capire l'animo degli altri, cercando di percepire le forze positive e le difficoltà psicologiche che ogni allievo può nascondere o evidenziare; per far questo, bisogna fare uso di tutto ciò che il cammino di educatore ha permesso di provare e di acquisire. In questa condizione, bisogna cercare poi, di parlare e colloquiare col proprio animo, prendendo nuova coscienza della realtà; a questo punto, non rimane altro che sforzarsi di individuare e predisporre l'atteggiamento migliore e l' approccio più corretto verso i propri allievi.
In alcune occasioni, cerco solo di ascoltare, sia le cose di poca importanza sia quelle di gran rilevanza e mi concedo il tempo per la riflessione, quindi decido, traendo forza da quelle veloci ma intense esperienze vissute. Queste meditazioni possono durare giorni, oppure riescono a portarsi a compimento in una frazione di secondo e allora desidero comprendere ciò che è bene e ciò che è male, non mi devo far traviare dalla mente, ma seguire il cuore. La mente troppo spesso valuta i guadagni e le perdite, il cuore no, rimane puro, e allora tutto tende al meglio.
 

La palestra per me è come un giardino dove il giardiniere il “Maestro Giusto", quotidianamente cura le sue piante e la disposizione dei fiori, trasferendo amore e passione… già la passione di trasferire, una dote che quasi certamente non si impara.
Sono un individuo che continua a percorrere il "Do" ovvero la «Via», ho esplorato parte della strada principale e parte dei moltissimi sentieri collaterali, e possiedo il desiderio di condurre lungo lo stesso cammino anche altri individui, i miei allievi.
Sono molte di più le incertezze rispetto alle certezze, ma sono convinto che questo sia un segnale di apertura verso gli altri e di voglia di non sentirsi appagati.
Alcune volte ricerco la solitudine e sono schivo a qualunque forma di inquadramento statico, soprattutto disprezzo la cattiva politica legata allo sport. Mi rendo responsabile morale di ogni azione compiuta dai miei allievi nel dojo (nella Palestra) e spesso vorrei farlo anche fuori dalle mura della Palestra, ma poi penso che i ragazzi hanno dei genitori e questi, per i propri figli, ricercano il meglio: dopo queste fugaci considerazioni decido di mettermi da parte e assisto da spettatore inerme alle loro scelte che, gran parte delle volte, non condivido.
Mi è anche successo di dover allontanare dalla Palestra, chi aveva perso o non possedeva, i requisiti d'animo del "Buon Karateka" e una volta mi è perfino capitato di assistere a comportamenti infantili di genitori che, assetati della medaglia di plastica della "gara del condominio", vinti da sentimenti di rivalità (tra genitori) mi hanno ripagato con l'allontanamento del figlio dal corso.


Oggi, dopo i numerosi complimenti ricevuti (sicuramente esagerati), soddisfazioni sportive e riconoscimenti promozionali, in contrasto a ciò che qualcuno potrebbe pensare, ho un’inestimabile sete di imparare, cerco di allenare la mente e il corpo ricercando le forme più semplici, infatti sono consapevole che esse, combinandosi, diverranno a mano a mano complesse, miscelandosi assumeranno figure imprevedibili che mi sorprenderanno appassionandomi e offrendomi slancio per continuare la mia opera.
Talvolta, per continuare sul sentiero ho bisogno di incontrare altri "maestri giusti", altre persone con cui condividere ideali e speranze. Ecco! sono stato davvero molto fortunato in questo: la mia attuale situazione di Maestro regge solo grazie al fortunato incontro con i miei leali compagni che aderiscono a un progetto educativo di elevata qualità. Grazie amici, siete stati per me una felice scoperta, leggere nei vostri occhi il chiarore e la forza del "maestro giusto" è stato di grande sostegno nei momenti bui, quando la paura mi avvolgeva annebbiandomi il cammino.
A volte piuttosto, ricerco la “luce” negli gli occhi dei miei allievi sforzandomi di trovare nel loro sguardo quella “ragionevole comprensione”, sperando di rispecchiare e rintracciare in loro la mia stessa voglia di dedicarsi all'apprendimento, per trovare così la forza di continuare sul sentiero...
Il "Maestro giusto" è una figura carismatica, ma che non deve mai trasformare questa forza in plagio, indicando un modo di “fare karate” che esce dalle mura della Palestra, studiando il karate da tutti i punti di vista, considerando la disciplina innanzitutto come attività umana e, come tale, dominata dalle leggi della fisica e assoggettata al pensiero filosofico.
 

Maestro Francesco MaffoliniUna volta si giurava sul verbo del Maestro… ma quanti veramente si dedicavano anima e corpo allo studio e alla ricerca della verità…
In conclusione, il "Maestro giusto" è un individuo che in-segna (segna dentro) nel senso più intrinseco e etimologico del termine. E' un talento di pochi, a questi pochi eletti è stato dato il compito di istruire e formare uomini nobili.
Il carisma del “Maestro giusto”. Non riesco a spiegarlo, ne vengo talvolta colpito… È una forza che mi spinge oltre e aiutandomi a praticare con più vigore... questo è quello che ricordo… un giorno, vorrei riprovarlo!

Fortunati voi che avete un Maestro! Io sono un "Maestro senza Maestro" o meglio, ho avuto tanti insegnanti… L'istruttore che mi avvicinò alla pratica, l'insegnante artista della gestualità e il sapiente studioso che mi fece approfondire il lato filosofico del karate, ma il "Vero Maestro" mai!

Quanto vorrei avere un "Vero Maestro" che mi consiglia al meglio nei momenti di sconforto, che mi indica la maniera migliore per rimanere sulla via, senza deragliare mai… ma questo è forse il motivo per cui io forse lo sto diventando…
 



Ad uno dei propri allievi, dopo averlo ripreso duramente: "Amatissimo allievo, ti prego di accettare il mio rimprovero, spero che sia stato accolto come un grande gesto d'amore. Ti considero "uno dei miei figli" e, come tale, rappresentante assoluto del buon esempio, dell'etica e dell'integrità: verbale e materiale. Punto di congiunzione tra l'essere e l'espressione dello stesso dove non deve esistere alcuna distonia. Sono perfettamente consapevole che, a volte, la mia etica rigida non viene immediatamente compresa, ma come tu sai benissimo, per educarsi, un buon samurai totalmente dedito alla propria causa non si può permettere nessuna deviazione sul sentiero. Alcuni hanno scelto di prendermi come esempio ed è per questo che non vorrei mai tradire questa fiducia che mi onora e che spesso penso che non mi merito assolutamente. Una vecchio adagio giapponese afferma: … l'ago è il maestro e l'allievo è il filo. Molto spesso, amatissimo allievo, il tessuto da bucare è enormemente duro e la mano si deve irrigidire.


ASD Master Rapid : collegamento diretto al web site del Maestro Francesco Maffolini
 


 

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