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Text[0]=["Richiedi un commento al Redattore:","Per avere un commento sulla disposizione di Legge, invia una E-Mail, specificando l'argomento che ha suscitato il tuo interesse, a: <A href='mailto:redazione@jksports.it'>Redazione JK Sports</A>.<BR>Tali commenti non costituiscono un parere di tipo professionale o legale; per una consulenza specifica è sempre necessario rivolgersi ad un professionista debitamente qualificato."];
Text[1]=["MESMER, FRANZ ANTON (1734-1815)","Medico pioniere del magnetismo animale e precursore della ipnosi. Solitamente presentato come colui che ha «scoperto» l'ipnosi, e la attività per la quale egli è riconosciuto è quasi sempre collegata con aspetti di ritualismo esoterico, o con pratiche misteriose e magiche o con altro ancora che parrebbe riallacciarsi a fenomeni di procedure paranormali."];
Text[2]=["FREUD, SIGMUND (Freiberg 1856-Londra 1939)","Neuropsichiatra austriaco. Studiò medicina a Vienna e si interessò in un primo tempo allo studio della fisiologia, dedicandosi particolarmente a ricerche sugli anestetici. Nel 1885 e 1886 ebbe una borsa di studio che gli consentì di recarsi in Francia, prima da J. M. Charcot all'ospedale La Salpêtrière di Parigi e quindi a Nancy presso A. Liébeault e H. Bernheim, che utilizzavano l'ipnosi nella cura dell'isteria. Tali esperienze ebbero grande influenza su Freud, che, tornato a Vienna, cominciò a collaborare con lo psichiatra J. Breuer, il quale stava mettendo a punto un metodo terapeutico dell'isteria, detto catarsi, consistente nel far rivivere a pazienti ipnotizzati momenti psichicamente traumatici della loro vita passata, che erano stati apparentemente dimenticati. La collaborazione tra Freud e Breuer, concretizzatasi nella monografia Studien über Hysterie (Studi sull'isteria) del 1895, doveva interrompersi dopo pochi anni, sia perché Freud aveva perso la sua fiducia nell'ipnosi, che riteneva pericolosa e scarsamente utile terapeuticamente, sia per dissapori sorti tra i due. Nel 1900 Freud, che aveva iniziato tre anni prima una rigorosa autoanalisi, pubblicò Die Traumdeutung (L'interpretazione dei sogni), opera che segna l'atto di nascita di una nuova scienza, la psicanalisi. Nel 1902 un gruppo di discepoli, tra cui A. Adler, cominciò a riunirsi presso di lui. Venne così fondata la Società Psicanalitica di Vienna, che tenne il suo primo congresso a Salisburgo nel 1908. In seguito iniziarono i primi contrasti in seno al gruppo. Nel 1911 si allontanò Adler, formando una sua scuola psicologica; lo stesso fece Jung nel 1914. Freud continuò comunque la sua attività teorica e terapeutica, pubblicando sempre nuove opere e modificando e rielaborando continuamente le sue concezioni. Visse a Vienna sino al 1938, quando fu costretto dal nazismo a lasciare l'Austria e a riparare a Londra, dove morì l'anno dopo."];
Text[3]=["WUNDT, WILHELM MAX (Neckerau, Mannheim, 1832-Grossbothen, Lipsia, 1920)","Psicologo tedesco . Studiò anatomia e fisiologia a Tubinga, Heidelberg (dove fu allievo di H. Helmholtz) e Berlino (dove fu allievo di J. Müller). Fu in seguito professore nelle università di Heidelberg, Zurigo e Lipsia dove nel 1879 fondò il primo istituto di psicologia sperimentale. Secondo Wundt, la psicologia si differenzia dalle altre scienze naturali in quanto queste sono scienze dell'esperienza mediata, mentre la psicologia è la scienza dell'esperienza immediata. Il metodo privilegiato è quello dell'introspezione, solo mezzo per giungere ai contenuti di coscienza. Il suo sistema fu definito “strutturalismo”, da E. B. Titchener, che lo diffuse negli U.S.A. Scrisse numerose opere fra le quali si ricordano Grundriss der Psychologie (1896; Compendio di psicologia), Elemente der Völkerpsychologie (1912; Elementi di psicologia dei popoli)."];
Text[4]=["FECHNER, GUSTAV THEODOR (Gross-Särchen 1801-Lipsia, 1887)","Psicologo, filosofo e fisico tedesco. Studiò medicina a Lipsia, laureandosi nel 1822; si dedicò in seguito alla fisica, che insegnò all'Università di Lipsia fino al 1839. In tale periodo condusse importanti studi, in particolare sull'elettricità. Nel 1839 una grave malattia agli occhi lo costrinse a ritirarsi dall'insegnamento e a rimanere appartato fino al 1851. In questi anni di forzato ritiro poté approfondire i suoi interessi filosofici che vertevano soprattutto sul problema del dualismo tra mente e materia, che egli voleva risolvere in modo unitario. Nel 1860 elaborò una legge che, mettendo in relazione gli stati mentali con gli eventi neurologici, cioè gli stimoli e le sensazioni, avrebbe risolto il dualismo in senso monistico. Con tale legge furono poste le basi della psicofisica, scienza alla quale Fechner dedicò tutte le sue energie. Il suo lavoro, inoltre, ha avuto un'importanza fondamentale per la nascita della psicologia sperimentale, anche se le sue concezioni filosofiche non hanno retto al tempo e se la stessa psicofisica, come scienza autonoma, ha perso gran parte della sua importanza. Opere principali: Nanna (1848), Zend-Avesta (1851), Elemente der Psychophysik (1860), Vorschule der Aesthetik (1876; Preparazione all'Estetica), Die Tagesansicht (1879; L'opinione del giorno)."];
Text[5]=["TITCHENER, EDWARD BRADFORD (Chichester, Sussex, 1867-Ithaca, New York, 1927)","Psicologo statunitense di origine inglese. Allievo di W. Wundt, ne diffuse le concezioni negli Stati Uniti, dove insegnò dal 1893 alla Cornell University di Ithaca. Diresse l'American Journal of Psychology e nel 1904 fondò la Society of Experimental Psychologists. È uno dei maggiori esponenti della psicologia sperimentale. Opere: An Outline of Psychology (1896; Schema di psicologia), Experimental Psychology (1901-05), A Textbook of Psychology (1910; Manuale di psicologia)."];
Text[6]=["HERBART, JOHANN FRIEDRICH (Oldenburg 1776-Gottinga 1841)","Filosofo tedesco. Allievo di Fichte a Jena, si sentiva però più attratto dalla filosofia di Kant; in un soggiorno in Svizzera conobbe Pestalozzi, del quale assimilò l'aspetto positivo trascurando i motivi filantropici e sociali, e si dedicò a studi di pedagogia, di psicologia e di matematica. Insegnò poi a Königsberg e a Gottinga. Frutto di questi intensi studi furono: Allgemeine Pädagogik aus dem Zwecke der Erziehung abgeleitet (1806; Pedagogia generale dedotta dal fine dell'educazione), Allgemeine Praktische Philosophie (1808; Filosofia pratica generale), Lehrbuch zur Einleitung in die Philosophie (1813; Manuale di introduzione alla filosofia), Lehrbuch zur Psychologie (1816; Manuale di psicologia), Psychologie als Wissenschaft (1824-25; Psicologia come scienza)."];
Text[7]=["LOCKE, JOHN (Wrington 1632-Oates 1704)","Filosofo e pensatore politico inglese. Figlio di un medio proprietario terriero, seguì gli studi universitari a Oxford, ma l'ambiente non gli riuscì congeniale; vi conobbe tuttavia alcune figure significative, tra cui il rettore Owen, un puritano abbastanza tollerante, che ebbe una qualche influenza sul suo pensiero politico. Del 1664 è il saggio Essay on the Law of Nature. Nel 1666 accaddero due eventi decisivi per la sua vita: iniziò lo studio della medicina, che gli avrebbe consentito di restare all'università senza prendere gli ordini religiosi, e conobbe Anthony Ashley Cooper, il futuro conte di Shaftesbury, che lo accolse in casa, dapprima come medico, poi come tutore del figlio, in seguito come consigliere su ogni questione pubblica e privata, e lo introdusse nel mondo dell'alta politica londinese, nominandolo successivamente segretario alle presentazioni e segretario per il commercio e le piantagioni (1673); ma soprattutto fu il braccio destro di Shaftesbury, incaricato di molte questioni politiche tra le più complesse. Alla caduta di Shaftesbury (1675), Locke partì per la Francia, dove rimase fino al 1679. Dopo la scoperta della congiura del duca di Monmouth, che Shaftesbury appoggiava come erede al trono contro il cattolico duca di York (poi re Giacomo II), Locke fu accusato di essere a parte della congiura e dovette rifugiarsi in Olanda (1683); vi rimase fino alla rivoluzione (1688). Durante il regno dello statolder d'Olanda, Locke fu sempre consigliere autorevole e ascoltato del partito whig; ma a partire dal 1691 visse quasi sempre in campagna, a Oates, a causa della precaria salute. Partecipò tuttavia ai dibattiti di politica economica, contribuì, anche finanziariamente, alla fondazione della Banca d'Inghilterra, tenendo vivi i contatti con i principali imprenditori dell'epoca. Negli ultimi anni, abbandonata la politica, si occupò quasi esclusivamente di religione commentando tre lettere di San Paolo (Paraphrases and Notes on the Epistoles of St. Paul)."];
Text[8]=["KANT, IMMANUEL (Königsberg 1724-1804)","Filosofo tedesco . La vita e le opere di Kant portano l'impronta decisiva di una educazione (prima la madre e poi il pastore F. A. Schultz al Collegium Fridericianum) ispirata ai rigorosi principi del pietismo. Pochi i fatti di rilievo in una esistenza divenuta esemplare per metodicità e linearità: dal Collegium Fridericianum all'Università di Königsberg, dove ancor più che dall'illuminismo wolffiano Immanuel Kant si sentì attratto dalla fisica newtoniana. Sin dalla giovinezza Kant si era dedicato allo studio di problemi scientifici. Già nel 1747 egli pubblicò uno scritto sul problema allora assai dibattuto delle forze vive, tentando la conciliazione fra il punto di vista cartesiano e quello leibniziano. Nel 1755 pubblicò: Allgemeine Naturgeschichte und Theorie des Himmels, oder Versuch von der Verfassung und dem mechanischen Ursprunge des ganzen Weltgebäudes nach Newton'schen Grundsätzen abgehandelt (Storia generale e teoria del cielo, o ricerca intorno alla costituzione e all'origine meccanica dell'intero sistema del mondo condotta secondo i principi newtoniani); nonostante tale titolo, Kant si distacca da Newton su un punto fondamentale, in quanto sostiene che l'universo è spiegabile con il semplice ricorso alle leggi della natura senza fare appello al divino architetto come fa appunto Newton. Anche negli anni successivi Kant pubblicò molti scritti dedicati ai problemi della fisica, e in particolare della meccanica, oggi considerati assai più importanti che nel passato dalla storiografia kantiana per rintracciare il filo conduttore della filosofia di questo autore. "];
Text[9]=["TITCHENER, EDWARD BRADFORD (Chichester, Sussex, 1867-Ithaca, New York, 1927)","Psicologo statunitense di origine inglese. Allievo di W. Wundt, ne diffuse le concezioni negli Stati Uniti, dove insegnò dal 1893 alla Cornell University di Ithaca. Diresse l'American Journal of Psychology e nel 1904 fondò la Society of Experimental Psychologists. È uno dei maggiori esponenti della psicologia sperimentale. Opere: An Outline of Psychology (1896; Schema di psicologia), Experimental Psychology (1901-1905), A Textbook of Psychology (1910; Manuale di psicologia)."];
Text[10]=["LEIBNIZ, GOTTFRIED WILHELM (Lipsia 1646-Hannover 1716)","Filosofo e scienziato tedesco. Figlio di un professore di diritto dell'Università di Lipsia, si formò attingendo ai copiosi mezzi fornitigli dalla biblioteca paterna, dimostrandosi un ingegno precocissimo; seguì gli studi giuridici ad Altdorf: contemporaneamente, però, frequentò corsi di filosofia a Jena e nella stessa Lipsia, dove fu allievo di Jacob Thomasius. Laureatosi in entrambe le discipline, si trasferì a Norimberga dove entrò in rapporto col barone von Boineburg e fu da questi introdotto alla corte dell'elettore di Magonza. Non ancora ventenne diede inizio alle proprie ricerche logiche e giunse alla prima redazione di un progetto che tentò anche in seguito di realizzare: la derivazione degli enunciati sugli eventi complessi a partire da quelli sugli eventi semplici mediante un calcolo logico combinatorio che presenta una sostanziale identità di struttura con quello aritmetico, nonché un sistema di notazione che permetta di esprimere ogni cosa attraverso simboli rigorosamente definiti. Leibniz ambiva a costruire un metodo capace di scoprire tutti i possibili concetti implicati in tutte le possibili esistenze e quindi a scoprire tutte le possibili verità, in altri termini egli pensava per tale via di poter edificare le basi di un sapere universale. Entrato in diplomazia, fu inviato a Parigi, dove rimase quattro anni (1672-76). Messosi in contatto con i circoli culturali della capitale francese, studiò la filosofia cartesiana e le discipline scientifiche e matematiche (seguendo Huygens) sino alla scoperta – insieme e indipendentemente da Newton – del calcolo infinitesimale. Gli anni parigini impressero una svolta al pensiero di Leibniz, che modificò infatti completamente le sue vedute sui fondamenti della dinamica e pose le basi per la sistemazione metafisica del suo pensiero. Anche allo studio della fisica Leibniz si era dedicato sin dalla giovinezza nel tentativo di dare spiegazione di due nozioni fondamentali: il moto e il continuo.  Ebbe una fine solitaria, con in più l'amarezza di vedersi contestata dai matematici inglesi, seguaci di Newton, la paternità del calcolo infinitesimale."];
Text[11]=["REPRESSIONE DEL DOLORE","All'incirca a partire dal 1965, i medici hanno iniziato a valutare la natura singolare della condizione detta di dolore cronico. In questa sindrome i pazienti possono lamentare dolore per anni, senza presentare alcuna lesione organica che possa causarlo. I ricercatori suggeriscono che il dolore cronico sia uno stato comportamentale, avviato da una lesione reale, in cui il dolore è durato così a lungo da diventare esso stesso la malattia. Molti di questi pazienti finiscono per dipendere da forti analgesici e in genere cadono in un ciclo di dolore, depressione e inattività. Il dolore cronico può essere ridotto con la riduzione dei dosaggi dei farmaci, alcuni colloqui psicologici, l'esercizio fisico, la terapia occupazionale, l'utilizzo di tecniche di rilassamento come l'ipnosi e il biofeedback e la modificazione dei comportamenti acquisiti, associati al dolore. In altri casi, i pazienti vengono aiutati con un dispositivo elettronico per la cosiddetta stimolazione elettrica percutanea di un nervo, cioè l'applicazione di leggeri stimoli elettrici sulla cute (tramite elettrodi sistemati su una zona dolorante) che causa interferenze con la trasmissione degli stimoli dolorosi. L'ipnosi è stata impiegata come coadiuvante terapeutico nel trattamento di vari problemi fisiologici e comportamentali; riduce, ad esempio, i dolori provocati da mal di schiena, ustioni e cancro. Secondo alcune ipotesi gli effetti terapeutici dell'ipnosi sarebbero superiori a quelli esercitati dalla somministrazione di un placebo; ciononostante sono ancora pochi i medici che utilizzano l'ipnosi nella pratica. Alcuni problemi comportamentali, come il fumo, le reazioni eccessive e l'insonnia sono trattabili tramite ipnosi. La maggior parte degli psichiatri ritiene che questa tecnica non sia indicata per la cura dei disturbi mentali."]; 
Text[12]=["ERUDIAR ET ERUDIETUR","Testo didattico fornito gratuitamente ai discenti d'armi della Federazione Italiana Scuole Marziali Multidisciplinari. Non è in vendita."];

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