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Text[0]=["Richiedi la password alla Redazione:"," Invia una E-Mail a: <A href='mailto:segreteria@artemarziale.org.it'>Segreteria FISMM</A>, specificando nel testo la password fornitati dalla JK Sports per entrare nell'area riservata. Ti sarà inviata, nel più breve tempo possibile, la parola chiave per poter accedere alla lettura del documento."];
Text[1]=["D'Azeglio, Massimo Taparelli (Torino 1798-1866)","Scrittore, uomo politico e pittore italiano. Entrato nella guardia civica, fu mandato come attaché a Roma, dove visitando musei e gallerie sentì una chiara vocazione pittorica. Dopo una breve parentesi di vita militare a Torino, tornò a Roma deciso a dedicarsi alla pittura, e lì visse dieci anni di studio e riflessione. Nuovamente a Torino, cercò di conciliare in sé la passione politica, la pittura e la scrittura. Trasferitosi a Milano, scrisse Ettore Fieramosca e frequentò Alessandro Manzoni, di cui sposò la figlia, Giulia. Dopo il secondo romanzo, Niccolò de' Lapi, ampliò i contatti con i carbonari e i mazziniani in Emilia e Romagna (Degli ultimi casi di Romagna), pur ribadendo sempre la propria posizione di liberale moderato. Seguì i moti di Milano (Lutti di Lombardia) e nel 1851 fu nominato presidente del Consiglio nel governo costituzionale del Regno di Sardegna (1851), nel quale fece entrare Cavour, cui cedette la carica l'anno dopo, quando si ritirò a vita privata."];
Text[2]=["Chanson de Roland","La diffusione della Chanson de Roland è dimostrata dai numerosi manoscritti che l'hanno tramandata (il principale è conservato a Oxford e risale al XII secolo) e dalle traduzioni in gallese, alto tedesco, nederlandese. In Italia, il poema fu introdotto grazie a diverse traduzioni in lingua franco-veneta, e ispirò l'opera di numerosi poeti dei secoli a seguire, tra cui Matteo Maria Boiardo e Ludovico Ariosto. L'autore (riconosciuto da alcuni in quel Turoldo citato nell'ultimo verso del poema) modifica in parte i fatti realmente accaduti e inserisce personaggi ed episodi di invenzione: nella prima parte del racconto viene narrato come, dopo sette anni di guerra, Carlo decida di tornare in Francia, stipulando una pace con Marsilio, re di Saragozza, mentre un cavaliere della corte dell'imperatore, Gano, si appresta a tradire il suo signore. Nella parte centrale della chanson i saraceni, seguendo le indicazioni di Gano, attaccano e annientano a Roncisvalle la retroguardia dell'esercito franco guidata da Rolando: quest'ultimo viene ferito mortalmente e, in fin di vita, suona il corno Olifante per richiamare re Carlo. L'ultima parte è dedicata alla vendetta di Carlo sugli arabi e sul traditore Gano, che verrà squartato dal tiro di quattro cavalli."];
Style[3]=["TextBgImag","Ciano02G.gif"];
Text[49]=["Galeazzo Ciano nella Cancelleria del Reich con Adolf Hitler","<br>"];
Text[50]=["Pisciotta e Giuliano","<br>"];
Text[4]=["Centro","Questo tip è posizionato al centro."];
Text[5]=["Sinistra","Questo tip è posizionato a sinistra."];
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Text[7]=["Fisso","Questo tip ha coordinatefisse (1,1)."];
Text[8]=["Incollato","Questo tip rimane incollato.<BR>E' utile quando vuoi inserire un link come questo: <A href='http://www.html.it'>HTML.it</A>."];
Text[9]=["Mantenuto","Questo si incolla al mouse."];
Text[10]=["Controllo coordinata sinistra","Questo tip è posizionato a destra con una coordinata X pari a 40."];
Text[11]=["Cesare, Caio Giulio","Nato da famiglia nobile, appartenente alla gens Giulia, era nipote di Caio Mario, capo dei populares, che aveva sposato la sorella del padre e la cui influenza fu determinante per il futuro politico di Cesare. Quando il rivale di Mario, Silla, capo del partito degli optimates, dopo aver vinto la guerra civile fu nominato dittatore nell'82 a.C., ordinò a Cesare di ripudiare la moglie Cornelia, figlia di Cinna (che era seguace di Mario e perciò nella lista delle proscrizioni di Silla), egli si rifiutò di sottostare alle disposizioni del dittatore e perciò fu messo al bando e dovette allontanarsi da Roma. Vi rientrò nel 78 a.C., dopo la morte di Silla, ma in seguito si recò a Rodi, dove intraprese - secondo le usanze del tempo - studi di retorica. Tornato di nuovo a Roma nel 73 a.C., iniziò una brillante carriera politica: fu questore in Spagna nel 70 a.C., edile nel 65 a.C., pontefice massimo nel 63 a.C., pretore nel 62 a.C. e propretore in Spagna l'anno seguente."];
Text[12]=["Giuda L'Iscariota Discepolo","Titolo conferito da Gesù di Nazareth a ciascuno dei dodici discepoli che egli inviò a predicare il Vangelo e a compiere prodigi in suo nome. È possibile che Gesù abbia scelto dodici apostoli in riferimento alle dodici tribù di Israele, indicando così che la comunità cristiana è l'Israele divino (Vedi Galati 6,16) che eredita i privilegi dell'Israele antico. I dodici erano Pietro, Andrea, Giacomo di Zebedeo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Tommaso, Matteo, Giacomo di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda l'Iscariota; Mattia fu scelto al posto di Giuda (Vedi Atti 1,26). Nella Chiesa delle origini il titolo di apostolo (dal greco apòstolos, ovvero inviato) fu esteso ad altri che diffondevano il messaggio cristiano, come Paolo, Barnaba e Timoteo. Spesso il fondatore della Chiesa di un determinato paese è indicato col nome di apostolo."];
Text[13]=["","ATTENZIONE:<BR>La «lettera» selezionata non ha vocaboli disponibili.<BR><BR>Redazione Culturale KHS."];
Text[14]=["Barletta","Città e porto della Puglia, in provincia di Bari; è situata al limite settentrionale delle Murge ed è affacciata sul mare Adriatico, a circa 7 km dalla foce del fiume Ofanto. Le prime testimonianze della città risalgono all'epoca romana (è la Bardulos della Tabula Peutingeriana). Passata sotto i goti, i bizantini, i longobardi e i normanni, nel 1190 ottenne privilegi da questi ultimi, e nel XIII secolo, sotto gli svevi, cominciò a svilupparsi economicamente. In epoca angioina (secoli XIV- XV) la città prosperò grazie ai commerci con l'Oriente e alla potente flotta mercantile. Dal XVII secolo, le guerre, il malgoverno degli spagnoli, alcuni terremoti e gravi epidemie causarono la decadenza di Barletta, che si risollevò dopo l'occupazione francese (1799) e si sviluppò in particolare nella seconda metà dell'Ottocento."];
Text[15]=["SECONDA GUERRA PERSIANA","Riunite in un congresso panellenico a Corinto nel 481 a.C., le poleis greche affidarono il comando delle operazioni a Sparta, stabilendo una duplice linea di difesa, suggerita dall'ateniese Temistocle. Passato l'Ellesponto, le armate di Serse dovettero vincere l'eroica resistenza di Leonida e dei suoi 4000 opliti (di cui 300 spartani), che si sacrificarono alle Termopili (Vedi anche articolo Filosofia del Kamikaze) per permettere alla flotta ateniese di ritirarsi (primavera del 480 a.C.). Dopo aver saccheggiato la Focide e la Beozia, i persiani invasero l'Attica, prendendo Atene (la cui popolazione era già fuggita) e incendiandone l'acropoli. La flotta persiana, nel frattempo, fu attirata nella stretta baia di Salamina, dove fu sconfitta nel settembre del 480 a.C. Le truppe greche, comandate dallo spartano Pausania, sbaragliarono le armate persiane a Platea (479 a.C.)."];
Text[16]=["","Alcune liste: <li>lista uno</li> <li>lista due</li> <li>lista tre</li> <li>lista quattro</li>"];
Text[17]=["Giuliano, Salvatore (Montelepre 1922 - Castelvetrano 1950)","Bandito italiano. Reclutato nelle bande del separatismo siciliano alla fine della seconda guerra mondiale, fu poi utilizzato per azioni di terrorismo antisindacale, la più efferata delle quali fu nel 1947 l'eccidio di Portella delle Ginestre in cui furono uccise otto persone e una trentina ferite tra i partecipanti alla festa del Primo maggio. Venne ucciso in circostanze misteriose grazie al tradimento del suo luogotenente e cugino Gaspare Pisciotta, a sua volta misteriosamente assassinato in carcere a Palermo nel 1954. Alla sua vicenda è ispirato un film di Francesco Rosi (1962)."];
Text[18]=["SEPARATISMO SICILIANO","Spirito di indipendenza profondamente radicato nella storia della Sicilia, le cui manifestazioni politicamente più significative si avvertirono nel corso del XIX e del XX secolo. Nella prima metà dell'Ottocento l'indipendentismo siciliano seppe agire nei momenti cruciali della storia italiana: una prima volta nel luglio del 1820 con la rivolta di Palermo avvenuta non appena a Napoli fu instaurato un regime costituzionale (vedi Moti del 1820-21); una seconda volta nel gennaio del 1848, all'alba del grande rivolgimento che avrebbe portato alla prima guerra d'indipendenza. In entrambi i casi le rivolte ebbero un carattere sociale interclassista e furono espressione del malessere conseguente alla perdita dell'autonomia. Il separatismo siciliano riapparve nel 1945, negli ultimi mesi di guerra, come forza che coagulava gli interessi dei grandi proprietari latifondisti, protetti dalla mafia, con gli atteggiamenti anarchici e antistatali diffusi nel mondo contadino. Il movimento separatista, i cui capi furono Andrea Finocchiaro Aprile e Antonino Varvaro, organizzò nel marzo del 1945 una propria forza armata, l'Esercito volontari per l'indipendenza della Sicilia. La spinta eversiva del separatismo fu riassorbita dalla concessione alla Sicilia dello statuto di regione autonoma e dall'elezione nel 1947 della prima Assemblea regionale."];
Text[19]=["KAMIKAZE","D'origine giapponese significante: vento divino. Venivano definiti così i piloti volontari dell'aviazione giapponese impiegati sistematicamente negli ultimi mesi della seconda guerra mondiale. Il termine deriva dal nome del tifone che nel 1281 distrusse la flotta mongola che tentava l'invasione del Giappone. I kamikaze con i loro aerei carichi di esplosivo, si lanciavano contro le navi statunitensi nell'estremo tentativo di bloccare l'avanzata americana. Entrarono in azione la prima volta nella battaglia di Leyte e furono poi impiegati a Iwo Jima e Okinawa. Le azioni portate a termine dai kamikaze furono oltre 2000, e affondarono o danneggiarono circa 250 navi."];
Text[20]=["KAMIKAZE","D'origine giapponese significante: vento divino. Venivano definiti così i piloti volontari dell'aviazione giapponese impiegati sistematicamente negli ultimi mesi della seconda guerra mondiale. Il termine deriva dal nome del tifone che nel 1281 distrusse la flotta mongola che tentava l'invasione del Giappone. I kamikaze con i loro aerei carichi di esplosivo, si lanciavano contro le navi statunitensi nell'estremo tentativo di bloccare l'avanzata americana. Entrarono in azione la prima volta nella battaglia di Leyte e furono poi impiegati a Iwo Jima e Okinawa. Le azioni portate a termine dai kamikaze furono oltre 2000, e affondarono o danneggiarono circa 250 navi."];
Text[21]=["SENECA, LUCIO ANNEO","Come filosofo, Seneca è considerato tra i maggiori rappresentanti della Nuova Stoà (Stoicismo), benché le dottrine stoiche siano in lui mediate da elementi epicurei, platonici e peripatetici. Centro della sua riflessione è l'uomo e la sua possibilità di raggiungere la serenità e la libertà interiore attraverso il dominio della razionalità sulle passioni. E fondamentale fu, per tutto il pensiero cristiano, l'elaborazione di un nuovo linguaggio dell'interiorità da lui compiuta. Abile ed esperto retore, utilizzò ingegnosamente tutti gli artifici e i meccanismi della lingua, ricorrendo a figure retoriche, quali metafore, iperboli, paradossi, antitesi, in uno stile che punta sul ritmo e, al contrario di quello ciceroniano, sulla frase spezzata."];
Text[22]=["JIHAD","Nell'Islam, termine che indica l'impegno cui è chiamato ciascun credente per la difesa e la propagazione della fede; in particolare esso designa l'impegno nella lotta contro il male. Esistono due tipi di jihad: la maggiore,  (al-jihad al-akbar) e la minore, (al-jihad al-asghar). La prima, nota anche come jihad al-nafs, indica la lotta interiore che ogni fedele deve condurre contro il vizio, la passione e l'ignoranza. La seconda è la guerra santa contro gli infedeli, teoricamente unico tipo di conflitto ammesso dalla religione islamica. La legge musulmana ha tradizionalmente diviso il mondo in dar al-Islam (dimora dell'Islam) e dar al-harb (dimora della guerra, cioè del governo non musulmano). Dal momento che la fede islamica viene considerata superiore a tutte le altre religioni, si crede che il mondo intero dovrà infine arrendersi al suo governo e alla sua legge. Fino ad allora, la jihad contro gli infedeli è dovere di tutti i musulmani adulti, maschi e abili. Secondo la concezione tradizionale, chi muore in questa guerra diventa martire della fede e accede al paradiso."];
Text[1000]=["Abe Ryu","Una delle più antiche scuole di kendo, fondata nel XVII secolo dalla famiglia Abe, clan di discendenza imperiale."];
Text[1001]=["Age kote","Kote portato all'avambraccio sinistro."];
Text[1002]=["Agegitae","Fase della forgiatura."];
Text[1003]=["Ageru","Alzare o sollevare."];
Text[1004]=["Agura","Posizione inginocchiata."];
Text[1005]=["Ai","Unione, armonia."];
Text[1006]=["Ai chudan","Posizione di guardia media, vedi chudan no kamae."];
Text[1007]=["Ai gedan","Posizione di guardia bassa, vedi gedan no kamae."];
Text[1008]=["Ai jodan","Posizione di guardia alta, vedi jodan no kamae."];
Text[1009]=["Ai kamae","Posizione di guardia di fronte ad un avversario in identica posizione"];
Text[1010]=["Aikido","La via (do) dell'unione (ai) dello spirito, dell'energia (ki); arte marziale sviluppata da Ueshiba Morihei a partire dal 1931."];
Text[1011]=["Aiki jujutsu","Termine giapponese che significa letteralmente ARTE DI COMBATTIMENTO DELLA DIVINA ARMONIA; è un tipo di jujutsu ed è lo stile tradizionale giapponese di combattimento senz'armi sul quale si basa l'aikido."];
Text[1012]=["Aiki ho","Principio comune a molte arti marziali, incluso il kenjitsu Hasakido Shu Ha Ri, basato sulla non resistenza su un attacco avversario; la Yagyu Shinkage Ryu, scuola di scherma del XVII secolo, così descrisse il concetto: come il ramo del salice che si piega sotto al peso della neve e la lascia cadere al suolo."];
Text[1013]=["Aikuchi","La lama nascosta - tipo di pugnale senza guardia in uso presso le donne samurai."];
Text[1014]=["Aitè","Compagno, avversario, partner (v. Ukè)."];
Text[1015]=["Aitoka","Collezionista"];
Text[1016]=["Aitsuki","Colpo simultaneo."];
Text[1017]=["Aiuchi","Si ha Aiuchi quando durante un incontro i due contendenti portano simultaneamente un colpo valido, in tal caso non vengono assegnati punti."];
Text[1018]=["Aka","Rosso"];
Text[1019]=["Akagi","Quercia rossa, essenza utilizzata per la fabbricazione dei bokuto."];
Text[1020]=["Aka to shiro","Letteralmente rosso e bianco; tipo di gara a squadre in cui il vincitore di un incontro resta in area di combattimento affrontando di seguito gli altri avversari sino ad esaurimento dei contendenti di una delle due squadre. Se due combattenti pareggiano vengono entrambi eliminati."];
Text[1021]=["Alabarda","Arma costituita da un asta di legno lunga oltre due metri e mezzo, che termina con una lama. Il bordo affilato della lama serve sia a tagliare, squarciare sia sia a trafiggere,infilzare."];
Text[1022]=["Amaoi","Prolungamenti del puntale del fodero."];
Text[1023]=["Ansei","Periodo della storia giapponese dal 1854 al 1859."];
Text[1024]=["Aoigata tsuba","Tipo di guardia delle montature Jindachi."];
Text[1025]=["Arami","Questa terminologia è l'equivalente di Scintò."];
Text[1026]=["Ari","Termine che durante un incontro indica l'assegnazione di un punto valido."];
Text[1027]=["Ara","Luogo abituale in cui s'accende l'incenso, durante le sedute d'allenamento."];
Text[1028]=["Arato","Pietra per politura di grana 150."];
Text[1029]=["Arigatoo","Grazie"];
Text[1030]=["Arigatoo gozaimasua","Grazie per ciò che verrà fatto."];
Text[1031]=["Arigatoo gozaimasita","Grazie per ciò che è stato fatto."];
Text[1032]=["Arnis de mano","Questa terminologia è l'equivalente di Escrima o Eskrima."];
Text[1033]=["Asa","Alba"];
Text[1034]=["Asageiko","In Giappone è una diffusa forma di allenamento da praticare all'alba, soprattutto in estate."];
Text[1035]=["Asan","Termine della lingua tamil che significa Maestro."];
Text[1036]=["Asayama Ryu","Scuola di scherma della tradizione giapponese."];
Text[1037]=["Asci","Rotazione del corpo sulla propria verticale di 180°, col solo utilizzo delle punte dei piedi."];
Text[1038]=["Ashi","Piede, gamba. Nella lama piccole screziature simili a cunei allungati di nioi che dalla yakiba vanno verso il tagliente. Nella montatura dei tachi, le sospensioni che uniscono il fodero alla cintura."];
Text[1039]=["Ashi barai","Spazzata eseguita col piede sulla gamba dell'avversario."];
Text[1040]=["Asci ho","Rotazione del corpo sulla propria verticale di 180°, col solo utilizzo dei talloni"];
Text[1041]=["Ashigane","Fascette di sospensione del fodero nelle montature Jindachi"];
Text[1042]=["Ashi garami","Trattenere il piede dell'avversario, fare sgambetto."];
Text[1043]=["Ashigaru","Truppe contadine, letteralmente: piede leggero o guerrieri con le gambe veloci; samurai di basso rango, appiedati, solitamente armati di lancia"];
Text[1044]=["Ashi kake","Questa terminologia è l'equivalente di Ashi garami, ovvero:trattenere il piede dell'avversario, fare sgambetto"];
Text[1045]=["Ashime","Sollevarsi dalla posizione Agura (inginocchiata), controllando la zona circostante tramite lo sguardo vuoto."];
Text[1046]=["Ashi no ura","Pianta del piede."];
Text[1047]=["Ashi no yubi","Dita dei piedi."];
Text[1048]=["Ashi sabaki","Spostamento circolare e stretto dei piedi."];
Text[1049]=["Ashi o","Elementi di sospensione del fodero delle montature Jindachi."];
Text[1050]=["Asta","Arma da punta costituita d'un'asta in legno con, a una delle estremità, una punta solitamente in metallo. Si usava nei combattimenti a cavallo per traffiggere o sbalzare di sella un avversario. Non era un arma da getto."];
Text[1051]=["Atama","Sutura coronale."];
Text[1052]=["Atari","Scontro in gara tra due contendenti."];
Text[1053]=["Atatakai","Caldo"];
Text[1054]=["Atatamaru","Eseguire il riscaldamento muscolare."];
Text[1055]=["Atema","Colpo di percussione, o tecnica di leva, finalizzato a procurare una lesione grave-mortale all'avversario."];
Text[1057]=["Ato","Dietro, indietro (v Ho)"];
Text[1058]=["Ato uchi","Movimento di variazione eseguito durante un attacco."];
Text[1059]=["Au","Incontrare un avversario."];
Text[1060]=["Ayumi","Movimento alternato."];
Text[1061]=["Azza","Arma che deriva dalla normale accetta. Ha una pesante lama metallica fissata perpendicolarmente al manico o all'impugnatura di legno."];

Text[1062]=["Ba gua","Arte marziale morbida cinese, fondata nel XVIII secolo e basata sugli otto trigrammi dell'antico testo confuciano dell'Yi Jing (Libro dei mutamenti). Il nome significa letteralmente: Otto diagrammi. Il ba gua si basa sui movimenti circolari."];
Text[1063]=["Ba jutsu","Arte dell'equitazione, assieme al ken jutsu ed al kyu jutsu, era alla base dell'addestramento marziale di ogni samurai."];
Text[1064]=["Baka","Termine offensivo significante: sciocco, stupido."];
Text[1065]=["Bakufu","Letteralmente: governo della tenda, governo militare dello shogun su nomina imperiale, instaurato a partire dal 1185 dal clan Minamoto, seguito dallo shogunato Ashikaga dal 1336, seguito in ultimo dallo shogunato Tokugawa dal 1603 al 1868."];
Text[1066]=["Banzai","Hurrah, evviva. Etimologicamente: 1000 anni all'impero."];
Text[1067]=["Bassoku","Penalità"];
Text[1068]=["Batto do","Disciplina della spada, con kata di taglio reale, eseguiti con katana."];
Text[1069]=["Batto jutsu","Antico nome dello Jai jutsu."];
Text[1070]=["Binsui","Pietra per politura di grana mg. 280 - 320."];
Text[1071]=["Biwa","Nespolo, legno usato per la costruzione delle bokuto particolarmente pregiate."];
Text[1072]=["Bo","Termine giapponese che significa: bastone. Un bo è lungo circa 2 metri. (v. Jo)"];
Text[1073]=["Bo jutsu","Arte, tecnica, del bastone."];
Text[1074]=["Bogu","Armatura usata nel kendo composta da men, do, tare e kote."];
Text[1075]=["Bogutore","Ordine di togliere l'armatura."];
Text[1076]=["Bogutzuke","Ordine di indossare l'armatura."];
Text[1077]=["Bokken","Spada in legno utilizzata nel kenjitsu Hasakido Shu Ha Ri. Arma di formazione e addestramento, in uso sino al V anno scolastico. Naturale premessa all'acciaio. Nei testi è a volte scritto nella forma boken con l'uso dell'articolo maschile anzichè femminile."];
Text[1078]=["Bokuto","Equivalente del termine bokken"];
Text[1079]=["Boryoku","Azione violenta, corpo a corpo, in cui si cerca di piegare l'avversario con la forza. Tale azione è considerata corretta nel kenjitsu Hasakido Shu Ha Ri."];
Text[1080]=["Boshi","Continuazione dello Hamon (nella punta dopo lo Yokote). La curva di tempra della punta della lama, disegno della tempra sulla punta. E'molto utile per identificare lo spadaio."];
Text[1081]=["Bu","Le arti marziali. Il combattimento."];
Text[1082]=["Budo","La via del combattimento o del guerriero. Insieme di discipline finalizzate al miglioramento spirituale del praticante attraverso lo studio del combattimento. Termine utilizzato a partire dal XX secolo per indicare l'insieme di tutte le arti marziali tradizionali giapponesi, intese nel senso della ricerca introspettiva da parte dei praticanti."];
Text[1083]=["Budo ka","Praticante del budo."];
Text[1084]=["Bugei","Le arti marziali in generale."];
Text[1085]=["Bujitsu o Bujutsu","La tecnica del guerriero. Insieme delle discipline marziali finalizzate alla vittoria in combattimento intese nel senso dello studio delle tecniche specifiche."];
Text[1086]=["Buke sho hatto","Codice delle famiglie guerriere."];
Text[1087]=["Bukezukuri","Montatura priva di elementi di sospensione."];
Text[1088]=["Buki","Termine generico attribuito a tutte le armi da guerra."];
Text[1089]=["Bukuru","Katana bukuru (o katana fukuru): custodia di stoffa della katana."];
Text[1090]=["Bun","Cultura o istruzione accademica."];
Text[1091]=["Bunbu ryodo","Letteralmente: combattimento e cultura, arti marziali e istruzione. Il termine si riferisce ad un concetto che voleva il samurai preparato sia nel combattimento che nelle arti liberali. Concetto che trova le sue radici nel periodo Genji ed Heike (Taira e Minamoto). Ha il suo massimo sviluppo nel periodo Tokugawa per la necessità di canalizzare le energie dei bushi in epoca di pace."];
Text[1092]=["Bundi","Arma usata nello stato di Bundi, in India. Il bundi è un pugnale con lama a doppio filo e impugnatura con supporti laterali che si estendono lungo l'avambraccio sino al gomito."];
Text[1093]=["Burei mon","Termine offensivo dal significato: miserabile impudente."];
Text[1094]=["Bushi","Termine giapponese che significa guerriero. Letteralmente: Uomo marziale."];
Text[1095]=["Bushido","La via del guerriero, inteso come codice cavalleresco non scritto. Codice etico - morale del samurai. Equivalente giapponese del codice di cavalleria dell'Europa medievale. Nell'antichità era un po' la scuola di tutti i giovani bushi dove venivano addestrati a cavalcare e nuotare, nonchè alla lotta a mani nude ed all'uso di spada, arco e lancia e dove acquisivano i primi rudimenti della tattica, della strategia e delle varie tecniche di guerra."];

Text[3000]=["Aikuchi","(Hamidashi) Trattasi di Tantô con montature particolari."];
Text[3001]=["Chiisagatana","Lame di lunghezza compresa fra i 55 e i 59 cm. Generalmente di gran pregio, poiché destinate ad essere portate con un particolare abito cerimoniale a corte."];
Text[3002]=["Hachiwara","Non era propriamente una lama, tuttavia veniva portata come tale. Lunga circa 30 cm. e di sezione quadrata era munita di un uncino al forte per parare i colpi di spada ed eventualmente spezzarne la lama. Corrispondeva alla: Mano Sinistra, occidentale."];
Text[3003]=["Kaiken","Pugnali portati dalle donne con lama di circa 13 centimetri."];
Text[3004]=["Nodachi","Spada lunghissima e pesante usata nei primi secoli della storia giapponese dai guerrieri a cavallo. Era più lunga di un buon 25% circa rispetto a una spada normale e veniva portata sulla schiena a tracolla, con l'elsa sopra la spalla sinistra e il cordone di ritegno allacciato al fianco destro."];
Text[3005]=["Tachi","Dal periodo Heian fino al primo Muromachi le spade si portavano appese a una propria cintura, in orizzontale, col taglio rivolto verso il basso. Chiamate Tachi, avevano una forte curvatura e la loro lunghezza si aggirava normalmente fra i 65 e i 70 cm. Alcune, tuttavia, potevano essere più lunghe."];
Text[3006]=["Tantô","Lame di lunghezza inferiore ai 30,3 cm. (1 shaku) anche dette Koshigatana."];
Text[3007]=["Uchigatana","(Katana) Questo tipo di lama sostituì la Tachi a metà del periodo Muromachi e restò in uso fino alla fine del periodo Edo (comunque si continuarono a costruire Tachi anche nei periodi Shintô e Shinshintô, specialmente nella provinzia di Hizen). La sua lunghezza nadava dai 60,6 c. (2 shaku) in su. Essendo generalmente più corta della Tachi, la Katana si portava infilata nell'Obi col taglio rivolto vero l'alto. Il termine Katana, che in tempi più antichi designava in realta il Tantô, viene usato anche per certe sciabole forgiate come Tachi, ma poi accorciate col procedimento Suriage, che prevede il taglio del codolo. Altro nome della Katana è DaitÔ. Se particolarmente lunga, può anche definirsi Ôkatana."];
Text[3008]=["Wakizashi","La lunghezza di queste spade, che venivano portate come la Katana, varia dai 30,3 cm. (1 shaku) ai 60,6 cm (2 shaku). Quelle più corte fra i 36 e i 40 cm. si chiamano Ko wakizashi. Durante il periodo Momoyana e fino alla fine di quello Edo la Wakizaschi era portata insieme alla Katana, componendo così il Daishô."];
Text[3009]=["Yoroidoshi","Lama di lunghezza compresa fra i 23 e i 30 cm. capace di penetrare fra le lamelle della armature e a tale scopo utilizzata. Si portava infilata verticalmente nell'Obi, dietro la schiena, ma anche sul fianco destro, col taglio verso l'alto, perciò fu anche chiamata Metazashi, che appunto significa: da fianco destro."];
Text[3010]=["Sunobe (prima sagomatura)","Lo spadaio allunga per martellatura continua il blocco, scaldandolo costantemente sulla forgia, fino a raggiungere le dimensioni desiderate della spada, maggiorate del 10% circa."];
Text[3011]=["Hizukuri (definizione della lama)","Dopo aver scaldato la lama fino al calor giallo (1.100° C) lo spadaio ne definisce i profili per martellatura-dorso (Mune), punta (Kissaki), costolatura (Shinogi), filo (Ha saki) finché la temperatura non cade scendendo al calor rosso (700° C) - rosso ciliegia. A questo punto il Sunobe viene nuovamente riscaldato sulla forgia e riportato alla temperatura iniziale, procedendo quindi nella lavorazione su porzioni di circa 15 cm per volta. Una volta definiti profili fondamentali della lama, lo spadaio conferirà la forma finale al manufatto, utilizzando lime, pietre e pialle speciali."];
Text[3012]=["Tsuchioki (definizione del tagliente)","Con un impasto d'argilla, polvere di carbone, polvere d'arenaria e acqua (Yakibatsuchi) si ricopre l'intera superficie della lama. Ogni scuola e ogni armaiolo possiedono proprie formule per questo impasto, nel quale l'arenaria (Omura) impedisce all'argilla di screpolarsi, mentre il carbone serve a tenere sotto controllo la temperatura durante le fasi successive di riscaldamento e raffreddamento della lama. Lo strato d'impasto viene quindi assottigliato lungo il tagliente, creando i caratteristici profili denominati Hamon. A seconda di come viene eseguita la raschiatura dello strato d'impasto (Tsuchidori), gli Hamon possono risultare dritti o irregolari. Il termine Suguba indica quelli dritti, che a loro volta possono essere Hiro Suguba (larghi), Hoso Suguba (stretti). Il termine Midareba contrassegna invece quelli irregolari tra i quali ricordiamo: Ko Midare (compatto), Chôji (garofano), Juka Chôji (Chôji multipli), Kawazuko Chôji (Chôji a forma di girino), Gunome (a zig zag), Kataochi Gunome (a zig zag obliquo), Sambonsugi (gruppi di cedri) Notare (onde), Toran (onde alte), Hitatsura (per tutta la lama), Sudareba (tendine di paglia) eccetera."];
Text[3013]=["Yakiire (indurimento del tagliente)","Quando il materiale di copertura si è seccato, la lama viene portata al calor rosso (700° C circa) nella forgia finché non è pronta per l'immersione in acqua fredda. Questa operazione, chiamata yakiire richiede da parte dello spadaio la massima perizia e sensibilità, ottenibili solo con una lunga esperienza."];
Text[3014]=["Bôshi","Questo termine si riferisce alla porzione di Hamon presente nel Kissaki dopo lo Yokote (spigolo di separazione tra Kissaki e lama). Le dimensioni del Kissaki e il profilo del Bôschi sono tanto caratterizzati da consentire all'esperto di riconoscere l'armaiolo, la scuola e l'età della spada e dunque rappresentano un elemento importantissimo per lo studio del manufatto. Il profilo del tagliente (Ha), nel Bôschi assume diversi nomi a seconda della forma, quali per esempio:<br><li>Ô Maru - (semicerchio grande)<li>Ko Maru - (semicerchio piccolo)<li>Midare Komi - (irregolare) <li>Yakitsume  - (dritto verso il dorso)<li>Jizô - (testa di pietra)<li>Kaen - (fiamma)"];
Text[3015]=["Nioi e Nie, Hataraki (attività)","Durante lo Yakiire lo Hamon è prodotto in modo da mostrare le differenze di durezza dell'acciaio. I Nie e i Nioi sono particelle che compaiono lungo questa linea di separazione tra le due superfici della lama (chiamata Habuchi): quella a struttura martensitica (il tagliente) e quella a struttura perlitica (il resto della lama). I Nie sono relativamente grossi, visibili ad occhio nudo, mentre i Nioi sono così fini da non essere immediatamente percettibili; I Nie sono paragonati a stelle che brillano in cielo, i Nioi alla nebulosa della Via Lattea. alcune formazioni martensitiche e perlitiche - definite genericamente Hataraki (attività) - rese volutamente più o meno evidenti nel tessuto della spada, prendono il nome da soggetti di cui richiamano in qualche modo la forma: Ashi (piede), Yo (foglie), Sunagashi (increspature di sabbia), Hakikake (sfioriture), Uchinoke (spruzzi), Kinsuji (lumeggiature d'oro). Il Kinsuji più comune è formato da Nie aggregati in linee sottili e brillanti lungo il tagliente. I Kinsuji molto lunghi, sottili e diagonali, sono denominati più propriamente Inazuma (lampi). Quando simili formazioni vengono evidenziate nel Ji (parte di lama compresa tra la Shinogi e lo Hamon), prendono il nome di Chikei. Piccole aree composte di Nie vengono chiamate Yubashiri (scroscio d'acqua bollente). Quando compaiono formazioni brillanti di Nie nel Ji (la cui struttura è perlitica), i Nie sono chiamati Ji nie. Quando la superficie della lama ha una predominanza di Nie, la spada è definita Nie Deki. Questa caratteristica riguarda soprattutto le spade realizzate nel primo periodo Kamakura, e più in generale quella della scuola Sagami (Sôshû). Il termine Niodeki, invece, si riferisce alle spade che presentano principalmente formazioni di Nioi. I manufatti della scuola Bizen, successivi al medio Kamakura, e quelli della scuola Bitchu Aoe, nel periodo Nanbokuchô, sono caratterizzati dalla predominanza di Nioi."];
Text[3016]=["Utsuri (riflesso)","Definito impropriamente un secondo Hamon, si tratta di un effetto presente nel Ji che segue apprimativamente il profilo dello Hamon. Si ottiene portando a temperatura differenziata lo Ha (800° C) il Mune (720° C circa) e i piatti della lama - Shinogi Ji - (760° C) alla temperatura di 760° C, l'acciaio si trova in una fase di transizione tra quella perlitica e questa austenitica, provocando l'Utsuri. Gli spadai Bizen erano rinomati per questo effetto, che solo da pochi anni è stato riscoperto, ma non eguagliato."];
Text[3017]=["Yaki Modoshi (tempra)","Tolta dall'acqua dopo lo Yakiire, la lama viene rimessa sulla forgia, scaldata fino a 160° C circa e immersa nuovamente nell'acqua. Questo trattamento diminuisce le tensioni nel tagliente indurito, decomponendo parzialmente i grandi cristalli martensitici. Il processo di tempra può essere ripetuto più volte."];
Text[3018]=["Sorinaoshi (assestamento della curvatura)","Durante il Yakiire, il Mune si raffredda più lentamente dello Ha. Questo provoca una contrazione della lama di circa 1 cm, che ha l'effetto d'aumentare la curvatura della spada. Lo spadaio dovrà tenere conto, durante la sagomatura iniziale, di questo fenomeno. Per incrementare eventualmente la curvatura, si scalda il Mune sopra un blocco di rame arroventato in alcuni punti prestabiliti, dopodiché si raffredda in acqua."];
Text[3019]=["Yasurime (rifinitura del codolo)","Dopo una prima rozza politura generale, intesa a esaminare la correttezza del lavoro eseguito su tutte le superfici, lo spadaio rifinisce il Nakago tracciandovi sopra dei segni di lima. Ogni scuola e ogni periodo hanno modi particolari di segnare il codolo. Kiri: detti anche Yoko, sono perpendicolari al codolo. Rappresentano il tipo più comune. Kattesagari: segni inclinati da sinistra verso destra. Sujikai: simili al Kattesagari, ma con inclinazione più accentuate. Quando le righe partono da destra in alto, si chiamano Sakasujikai. Ô Sujikai: caretterizzato da una fortissima inclinazione, è tipico delle scuole Aoe e Samonji, nel periodo Kotô. Takanoha: chiamato anche Shida, assomiglia a penne di falco. Saka Takanoha: come penne di falco invertite. Katasujikai: combinazione di Kiri e Sujikai riscontrabile principalmente nella tradizione Yamato. Higaki:simile ad una scacchiera, comune alle scuole Yamato, Mino, Naminohira a Satsuma e altre. Keshô yasuri:esclusivo delle opere ShintÔ. Sensuki:simile ad una superficie graffiata si trova sulle spade primitive dritte e sulle prime Kotô."];
Text[3020]=["Mei (firma)","Come operazione finale a politura terminata, lo spadaio incide la propria firma col bulino sul Nakago, in posizione Omote. Sul lato opposto può venire incisa la data."];
Text[3021]=["Horimono (incisioni sulla lama)","Incisione sulla lama venivano realizzate fin dal periodo Heian e avevano significato sia pratico ( alleggerimento della lama) sia religioso che decorativo. Anche questo elemento è rivelatorio del periodo di fabbricazione dell'armaiolo e della scuola. I tipi d'incisioni più comuni presenti sulle lame sono gli sgusci (Hi) che hanno la funzione di alleggerire le lame e che variano di nome secondo la forma. Oltre agli Hi nelle lame di epoca Kotô si trovano incisioni di carattere religioso quali: Bonji (caratteri sanscriti), Ken (spada diritta), Fudômyoo (immagine del Buddha incarnato), Kurikara (drago avvinto in una spada), Sanko Ken (spada con elsa a forma di Vajra indiana), Gomabashi (un paio di bacchette per riti religiosi), formule d'invocazioni. Nel periodo Shintô l'incisione acquista maggior valore decorativo e vengono introdotti motivi quali: Tsuru Kame (gru e tartaruga simboleggianti longevità), Yoge Ryû (draghi ascendenti e discendenti), ShÔ Chiku Bai (pino, bambù e Fior di susino), il monte Horai (la leggendaria montagna dell'eterna giovinezza."];

Text[3023]=["Yamamoto Tsunemoto","Al servizio del daimyou Nabeshima Mitsushige (1632-1700) del feudo di Saga. Quando il suo signore morì, egli divenne monaco buddhista col nome di Jouchou e si ritirò in monastero. Durante questo periodo compose, grazie all'aiuto dell'allievo Tashiro Tsuramoto, lo Hagakure, l'opera sullo spirito e il codice di condotta del samurai. Il titolo Hagakure significa letteralmente «nascosto dalle foglie» (oppure «all'ombra delle foglie»; il titolo completo era Hagakure kikigaki, «annotazioni su cose udite all'ombra delle foglie») e ben si adatta a un testo che per centocinquant'anni circolò segretamente fra i samurai. Nonostante l'autore ne avesse chiesto la distruzione, esso ebbe ampia diffusione. Nel 1906 fu pubblicato e subì la strumentalizzazione del bieco militarismo dell'epoca (in contrasto con lo spirito autentico dell'opera). Il tema principale del testo è la morte, non intesa semplicemente come estinzione della vita, piuttosto nel senso psicologico dell'eliminazione dell'io. Lo Hagakure fu considerato un libro fondamentale da Mishima Yukio che lo ispirò profondamente. Lo Hagakure è stato spesso letto come un'esaltazione della morte e del sacrificio. Memorabile è la frase di Yamamoto: «Ho scoperto che la via del samurai è la morte» (Hagakure, I, 2). In realtà l'autore non intende soltanto la morte fisica, ma soprattutto l'eliminazione dell'io tipica del buddhismo zen, quella saggezza secondo la quale «nulla è necessario». Ma l'interpretazione nichilistica e necrofila dello Hagakure ha avuto anche eccellenti esponenti, primo fra tutti Mishima Yukio. Nella visione di Mishima è la morte che fornisce un senso alla vita, così come per Yamamoto è il «Samurai che è sempre pronto a morire a padroneggiare la via»."];
Text[3024]=["Richiedi la password alla Redazione:"," Invia una E-Mail a: <A href='mailto:segreteria@artemarziale.org.it'>Segreteria FISMM</A>, specificando nel testo la password fornitati dalla JK Sports per entrare nell'area riservata. Ti sarà inviata, nel più breve tempo possibile, la parola chiave per poter accedere alla lettura del documento."];
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